La Port Townsend Foundry LLC, azienda le cui origini risalgono al 1883, è stata rifondata da Peter “Pete” Langley nel 1983
by Bruno Cianci
Ci sono almeno quaranta fonderie funzionanti nello stato di Washington, sulla costa ovest degli Stati Uniti, ma solo una di esse – molto presente nel settore della nautica – è riuscita a diventare un punto di riferimento per gli amanti delle barche classiche, oltre che un fiore all’occhiello del Made in USA. Si trova nelle vicinanze di Port Townsend, una ridente cittadina americana di diecimila abitanti celebre per i suoi edifici in stile vittoriano e per la sua prorompente natura, giacché si trova all’estremità nord-orientale della Penisola Olimpica, celebre per l’omonimo Parco Nazionale Olympic.
Colui che porta avanti questa fonderia, dove ogni fusione è una sorta di rito, si chiama Peter “Pete” Langley, nato in Oregon nel 1958 e deus ex machina della Port Townsend Foundry LLC, azienda rifondata nel 1983 dopo che era caduta in disgrazia. A quel tempo Pete, che ha realizzato la sua prima colata durante le scuole medie ma che si interessava di metalli anche ai tempi delle elementari, era già un fonditore esperto e intraprendente: abbastanza da voler rivitalizzare un antico marchio le cui origini risalivano addirittura al 1883.
Peter “Pete” Langley
Discendente del pioniere dell’aviazione Samuel P. Langley (1834-1906) – inventore noto anche per i suoi importanti studi nel campo dell’elettromagnetica e per essere stato a lungo segretario della Smithsonian Institution –, Pete Langley è un uomo abituato al duro lavoro. Coadiuvato dalla moglie Cathy e da un numero variabile di operai specializzati, da 7 a 15 in ragione della disponibilità e della domanda, fa un lavoro che, come recita efficacemente uno slogan della sua azienda, gli permette di “colare un po’ di storia ogni giorno”. Per gli scopi più generali – ha detto Pete – “utilizziamo il bronzo al silicio; per altri componenti soggetti a carichi eccezionali ricorriamo a una lega di bronzo alluminio nichel 95500 o 95800. Ciò detto, realizziamo un’ampia gamma di leghe di rame. (…) L’hardware marino è sicuramente il nostro core business, ma siamo specializzati in altri lavori al servizio dell’architettura, dei restauri, realizziamo componenti industriali e anche cerniere in fibra di carbonio”.
L’originale Port Townsend Foundry LLC fu fondata nel 1883. Situata sul lungomare nel centro di Port Townsend, Washington, produceva tram, motori a vapore e hardware per tutte le dimore vittoriane locali. Al suo apice nel 1889, l’azienda impiegava circa 250 persone. Durante questo periodo, la fonderia produsse in loco due navi passeggeri e due rimorchiatori.
La Port Townsend Foundry LLC collabora con la Traditional Boat Works, specializzata nella costruzione e riparazione di imbarcazioni tradizionali in legno.
In occasione della nostra visita Pete e il suo staff ci hanno ricevuti con la fornace in funzione, onorandoci con una colata organizzata appositamente: nella fattispecie una lega 87300, bronzo al silicio Everdure. Assistere al rituale della colata, tenendosi ovviamente a distanza di sicurezza dal crogiolo incandescente, e verificarne di persona il risultato dopo un paio d’ore (occorre che i materiali si raffreddino in modo naturale e non mediante immersione in acqua) trasmette emozioni forti, a maggior ragione se si è gente di mare che conosce l’importanza di una ferramenta ben fatta.
Le fusioni della Port Townsend Foundry LLC sono progettate e realizzate per durare una vita. Nel catalogo sono presenti oltre 6.000 prodotti.
I Langley appartengono certamente a questa categoria di gente che sul mare è cresciuta: Patrick, il fratello di Pete, è andato in barca con un certo Dennis Conner per decenni, ma anche Pete è un velista provetto. Una fila di belle barche d’epoca nei capannoni adiacenti la fonderia, tutte di proprietà di Pete, sono più di un indizio. Ci ha raccontato che tutte attendono di essere restaurate, anche se non è dato sapere quando potrà metterci sopra le mani. Pacific Trader, barca costruita a Port Townsend nel 1976 su progetto di Bill Garden, è una di esse; segue Composition (US65), 5,5-metri Stazza Internazionale disegnata da Britton Chance. E poi c’è Indian Scout (US66), un magnifico 6-metri Stazza Internazionale costruito nei cantieri Luders (Connecticut), disegnato da Herman Whiton, che verosimilmente sarà la prima a tornare in mare, come ci ha spiegato Langley: “L’unico piano per ora è quello di iniziare proprio dal 6-metri: speriamo di incominciare a breve. Trasferirò la barca in un posto diverso, affinché possa ricevere le giuste attenzioni in un cantiere attrezzato”.
Port Townsend Foundry LLC è una fonderia di prodotti non ferrosi specializzata in attrezzature nautiche. Le fusioni sono prodotte in bronzo al silicio, bronzo al manganese, bronzo all’alluminio, bronzo bianco e leghe di alluminio
Di sicuro a Port Townsend i cantieri non mancano: nei mesi scorsi ha ripreso il mare in quei lidi, dopo un restauro finanziato attraverso donazioni di privati, il cutter aurico Tally Ho, progetto di Albert Strange del 1909. A poche decine di metri, sempre nei mesi scorsi, ha guadagnato il mare un’altra vecchia signora: si tratta di Western Flyer, il peschereccio divenuto famoso per essere stato noleggiato dallo scrittore John Steinbeck e dal biologo marino Ed Ricketts nel 1940.
Il modo migliore per valutare questa fonderia è esaminare la lista delle barche dotate di accessori fusi da Pete e dal suo staff. Alcune di esse godono di fama mondiale, come i brigantini a palo Star of India (1863) e Eagle (1936), quest’ultima nave-scuola della Guardia Costiera degli Stati Uniti. E poi le golette Martha, Adveturess, Maple Leaf e Old Glory; Pacific Swift e Pacific Grace (entrambi velieri-scuola della Sail and Life Training Society – S.A.L.T.S.); la replica di Columbia, schooner da pesca firmato W. Starling Burgess e altre barche come Fjord III (1947), sloop bermudiano firmato German Frers Sr, e la leggendaria Dorade (1930) di Olin Stephens, uno dei più rivoluzionari della storia della vela. Difficilmente si potrebbero avere delle ambasciatrici migliori nei due oceani che bagnano il Nord America.
L’uso di tecniche storiche e della tecnologia moderna consente agli artigiani della Port Townsend Foundry LLC di produrre pezzi di altissimo livello.
Una sezione imperdibile della Port Townsend Foundry LLC, poi, è quella dedicata alla “Mold library” (libreria degli stampi), che sono più di 30mila, tra i quali si annidano non solo stampi preposti alla realizzazione di controstampi in sabbia per gallocce, golfari, arridatoi e moschettoni, ma anche per accessori ben più ingombranti come ruote di timone, gruette, ancore, crocette, teste d’albero gigantesche, varee di boma e di picchi. E poi cose più frivole come placche, targhe e via discorrendo. C’è abbastanza materiale per riempire un museo straordinario: un museo dentro a una fonderia che, di suo, è un monumento alla nautica.
(Port Townsend Foundry LLC – La fonderia dei sogni – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Luglio 2025)























